L'equilibrista

A volte si ha bisogno di andare via, di non pensare, di lasciarsi dondolare. E’ un po’ così che è nato l’equilibrista. Un momento di distacco da quello che non va o magari che va ma che ci ha stancato, dai pensieri, dalle paure, dal razionale. Pensate a un’equilibrista che cammina su un filo, dondolandosi sfidando l’altezza, ogni giorno, di nuovo, ancora una volta, è così che siamo noi.

E allora, benvenuto a chi su queste pagine passa spesso, a chi le scorre un po’ distrattamente e anche a te che magari ti sei trovato qui per sbaglio!

martedì 28 febbraio 2012

Arianna odiava il silenzio.


Come sempre quando scrivo queste righe penso alle persone che mi hanno ispirato. Oggi la mia dedica va a chi sorride sempre, a chi non si fa abbattere dai momenti no della vita, a chi non si vergogna di sentirsi a volte fragile, a chi ama gli abbracci, a chi mi regala sempre un’emozione, comunque, e forse un po’ anche ad Arianna, perché tutte siamo un po’ come lei.         

Giornate uggiose, giornate in cui sembra che tutto non abbia un gran senso, che prendano un vicolo senza uscita, senza seguire un filo. Da giorni Arianna si sentiva così, una sensazione di assenza, come chiusa dentro una bolla d’aria. Lo stomaco bloccato e i pensieri che vorticavano a una velocità inimmaginabile, facevano doppi salti mortali senza darle possibilità di replica o almeno di capire.
Non sentiva la testa attaccata al collo, le sembrava che tutto fosse cambiato in un attimo senza che fosse stata in grado di capire il perché. Di nuovo si era ritrovata in quella situazione che non le piaceva per niente, le procurava un fastidio tremendo, insopportabile, dolore. E lo stomaco si chiudeva e la testa vagava per i fatti suoi e la concentrazione era andata a fare un giro chissà dove e quella dannata convinzione di essere sbagliata, di aver commesso qualche errore. Errori, errori, errori, era certa di averne fatti anche quella volta, forse perché era davvero lei a essere sbagliata, non interessante, non curiosa, non tutto, non niente.
Sapeva cos’era quella sensazione alla bocca dello stomaco. Di nuovo, ancora, era costretta a dover affrontare qualcosa che non le andava proprio giù. Il silenzio, se c’era qualcosa che non sopportava era il silenzio, i sottintesi, i non detti e c’era caduta un’altra volta, come fosse un copione già scritto e recitato centinaia di volte.
Eppure le sembrava tutto diverso quella volta, positivo, bello, allegro, aveva avuto la sensazione di essere lì da chissà quanto tempo, tra quelle braccia da un tempo indefinito, non da una sola notte. Si era sentita bene in quel posto sconosciuto come non le capitava da tempo.
Poi il silenzio. Aveva lasciato andare sempre tutto nella sua vita. Arianna era etichettata come quella che non andava mai a fondo al problema, quella che restava in superficie, in amore come in qualsiasi altro mondo.
Sapeva che la vita va come deve, che non puoi tenerti qualcosa che non vuole restare con te, ma almeno ci voleva provare, lo doveva a se stessa come forse non aveva mai fatto. E allora, eccola lì, che tira su la testa, un po’ di trucco per coprire gli occhi gonfi, profumo alla vaniglia per addolcire i pensieri troppo amari e via… di corsa per le scale col sorriso, incontro a qualcosa che forse sarebbe arrivato o forse no.
Niente e nessuno potevano permettersi di toglierle il sorriso.


              

13 commenti:

  1. Hai un bellissimo modo di scrivere.. complimenti!
    A presto..Sibilla

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  2. Mi piace Arianna, è così che bisogna affrontare la vita. Bellissimo post come sempre!
    Don't Call Me Fashion Blogger
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  3. Mi piace molto la dedica che hai scritto^^

    bel post e bellissima storia!

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  4. Eh io oggi mi sento un pò come Arianna "una sensazione di assenza, come chiusa dentro una bolla d’aria. Lo stomaco bloccato e i pensieri che vorticavano a una velocità inimmaginabile"... E poi c'è il silenzio, ma non è il mio, io muoio dalla voglia di parlare, parlare, parlare...
    Un abbraccio Laura.
    Miky

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  5. ma è un blog di scrittura...
    WOW CHE BELLO...
    ti seguo più che volentieri!!
    un bacione

    http://che-rumore-fa-la-felicita.blogspot.com/

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  6. Ciao!!!
    Ti ringrazio per esser passata da me e per il tuo commento, mi hai cosi' dato la possibilità di conoscere questo tuo spazio personale, molto bello, complimenti!
    Trovo i tuoi scritti molto particolari e sarà un gran piacere per me seguirti!
    A presto ed ancora grazie
    P.S: sono tra i tuoi lettori fissi!
    LA PETITE DAME

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  7. Hai ragione, sono terribili quelle bolle d'aria... mi piace però pensare che basta punzecchiarle... ed esplodono... baci

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  8. In alcune frasi che ho appena letto vedo rispecchiare me stessa. Ma io purtroppo non ho la sua stessa forza, quella di alzar su la testa. Non sempre ci riesco. Mi ci vuole ancora un po' di tempo per capire come si fa!
    Un abbraccio cara :)

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  9. mi piace ciò che leggo :) e mi sono ritrovata in un pò di cose!!!!

    un abbraccio a te :)

    Kami

    http://kamila-peppermind.blogspot.com/

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  10. Grazie per essere passata sul mio blog: anche il tuo è molto bello, scrivi davvero bene! E sicuramente continuerò a seguirti!

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Non mi dilungo sul tuo stile, perchè sai quanto io l'adori e quanto mi piaccia, ogni volta!
    Mi sono ritrovata molto in questo testo da te scritto, a volte ci sentiamo proprio così, spaesati e vuoti. E il silenzio, e le cose non dette, proprio come hai scritto tu, sono le cose peggiori. Dovremmo sempre avere il coraggio di andare a fondo, di buttarci ed esplorare l'universo intorno a noi...

    Baci!

    ps ho fatto un pasticcio con i commenti! eheh

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  13. Bellissimo post :D comunque ho appena
    pubblicato un nuovo post sul mio blog,
    mi farebbe piacere avere un tuo commento,
    eccoti il link:
    http://www.toprebel.com/2012/03/monday.html
    Reb, xoxo.

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