Come sempre quando scrivo queste righe penso alle persone che mi hanno
ispirato. Oggi la mia dedica va a chi sorride sempre, a chi non si fa abbattere
dai momenti no della vita, a chi non si vergogna di sentirsi a volte fragile, a
chi ama gli abbracci, a chi mi regala sempre un’emozione, comunque, e forse un
po’ anche ad Arianna, perché tutte siamo un po’ come lei.
Giornate uggiose, giornate in cui
sembra che tutto non abbia un gran senso, che prendano un vicolo senza uscita,
senza seguire un filo. Da giorni Arianna si sentiva così, una sensazione di
assenza, come chiusa dentro una bolla d’aria. Lo stomaco bloccato e i pensieri
che vorticavano a una velocità inimmaginabile, facevano doppi salti mortali
senza darle possibilità di replica o almeno di capire.
Non sentiva la testa attaccata al
collo, le sembrava che tutto fosse cambiato in un attimo senza che fosse stata
in grado di capire il perché. Di nuovo si era ritrovata in quella situazione
che non le piaceva per niente, le procurava un fastidio tremendo,
insopportabile, dolore. E lo stomaco si chiudeva e la testa vagava per i fatti
suoi e la concentrazione era andata a fare un giro chissà dove e quella dannata
convinzione di essere sbagliata, di aver commesso qualche errore. Errori,
errori, errori, era certa di averne fatti anche quella volta, forse perché era
davvero lei a essere sbagliata, non interessante, non curiosa, non tutto, non
niente.
Sapeva cos’era quella sensazione
alla bocca dello stomaco. Di nuovo, ancora, era costretta a dover affrontare
qualcosa che non le andava proprio giù. Il silenzio, se c’era qualcosa che non
sopportava era il silenzio, i sottintesi, i non detti e c’era caduta un’altra
volta, come fosse un copione già scritto e recitato centinaia di volte.
Eppure le sembrava tutto diverso
quella volta, positivo, bello, allegro, aveva avuto la sensazione di essere lì
da chissà quanto tempo, tra quelle braccia da un tempo indefinito, non da una
sola notte. Si era sentita bene in quel posto sconosciuto come non le capitava
da tempo.
Poi il silenzio. Aveva lasciato
andare sempre tutto nella sua vita. Arianna era etichettata come quella che non
andava mai a fondo al problema, quella che restava in superficie, in amore come
in qualsiasi altro mondo.
Sapeva che la vita va come deve,
che non puoi tenerti qualcosa che non vuole restare con te, ma almeno ci voleva
provare, lo doveva a se stessa come forse non aveva mai fatto. E allora, eccola
lì, che tira su la testa, un po’ di trucco per coprire gli occhi gonfi, profumo
alla vaniglia per addolcire i pensieri troppo amari e via… di corsa per le
scale col sorriso, incontro a qualcosa che forse sarebbe arrivato o forse no.
Niente e nessuno potevano
permettersi di toglierle il sorriso.

Hai un bellissimo modo di scrivere.. complimenti!
RispondiEliminaA presto..Sibilla
Mi piace Arianna, è così che bisogna affrontare la vita. Bellissimo post come sempre!
RispondiEliminaDon't Call Me Fashion Blogger
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Mi piace molto la dedica che hai scritto^^
RispondiEliminabel post e bellissima storia!
Eh io oggi mi sento un pò come Arianna "una sensazione di assenza, come chiusa dentro una bolla d’aria. Lo stomaco bloccato e i pensieri che vorticavano a una velocità inimmaginabile"... E poi c'è il silenzio, ma non è il mio, io muoio dalla voglia di parlare, parlare, parlare...
RispondiEliminaUn abbraccio Laura.
Miky
ma è un blog di scrittura...
RispondiEliminaWOW CHE BELLO...
ti seguo più che volentieri!!
un bacione
http://che-rumore-fa-la-felicita.blogspot.com/
Ciao!!!
RispondiEliminaTi ringrazio per esser passata da me e per il tuo commento, mi hai cosi' dato la possibilità di conoscere questo tuo spazio personale, molto bello, complimenti!
Trovo i tuoi scritti molto particolari e sarà un gran piacere per me seguirti!
A presto ed ancora grazie
P.S: sono tra i tuoi lettori fissi!
LA PETITE DAME
Hai ragione, sono terribili quelle bolle d'aria... mi piace però pensare che basta punzecchiarle... ed esplodono... baci
RispondiEliminaIn alcune frasi che ho appena letto vedo rispecchiare me stessa. Ma io purtroppo non ho la sua stessa forza, quella di alzar su la testa. Non sempre ci riesco. Mi ci vuole ancora un po' di tempo per capire come si fa!
RispondiEliminaUn abbraccio cara :)
mi piace ciò che leggo :) e mi sono ritrovata in un pò di cose!!!!
RispondiEliminaun abbraccio a te :)
Kami
http://kamila-peppermind.blogspot.com/
Grazie per essere passata sul mio blog: anche il tuo è molto bello, scrivi davvero bene! E sicuramente continuerò a seguirti!
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaNon mi dilungo sul tuo stile, perchè sai quanto io l'adori e quanto mi piaccia, ogni volta!
RispondiEliminaMi sono ritrovata molto in questo testo da te scritto, a volte ci sentiamo proprio così, spaesati e vuoti. E il silenzio, e le cose non dette, proprio come hai scritto tu, sono le cose peggiori. Dovremmo sempre avere il coraggio di andare a fondo, di buttarci ed esplorare l'universo intorno a noi...
Baci!
ps ho fatto un pasticcio con i commenti! eheh
Bellissimo post :D comunque ho appena
RispondiEliminapubblicato un nuovo post sul mio blog,
mi farebbe piacere avere un tuo commento,
eccoti il link:
http://www.toprebel.com/2012/03/monday.html
Reb, xoxo.